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Bordate di Cartabellotta sul governo: "Solo pannicelli caldi. Così saranno intasati gli ospedali. La scuola? Se riapre occorre chiudere altro"

Pubblicato su Lunedì, 03 Gennaio 2022 08:53 Scritto da Corriere di Umbria

Le misure del governo sono "pannicelli caldi", l'aumento dei casi di Covid rischia di mandare il tilt gli ospedali e se si vuole riaprire la scuola, occorrono misure in altri settori, a partire dallo smart working. E' in estrema sintesi il

succo dell'intervista rilasciata da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ai microfoni della trasmissione L'Italia s'è desta, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Cartabellotta ha fatto il punto sulla situazione Covid. “Alla crescita enorme dei contagi non corrisponde per fortuna un'impennata dei ricoveri: su 100mila persone positive, 1100 vengono ricoverate in area medica e 120 in terapia intensiva. Con questo tasso di crescita dei casi però rischiamo comunque di intasare gli ospedali perché si può arrivare a 2 milioni di positivi - ha spiegato - La situazione dei numeri non ci incoraggia particolarmente, ma ci sono anche buone notizie. Abbiamo una quantità enorme di casi, mai vista, tanto che molti hanno definito la Omicron come il virus più contagioso della storia e i numeri che stiamo vedendo la dicono chiaro in questo senso. Abbiamo in media mobile circa 100mila casi al giorno".

Per fortuna spunta anche una buona notizia: "Al crescere dei nuovi casi non corrisponde un parallelo incremento dei ricoveri. Ovviamente crescono anche questi numeri, ma le percentuali rispetto al totale dei positivi si riducono progressivamente. Ogni 100mila persone positive, 1.100 vengono ricoverate in area medica e 120 in terapia intensiva. Sicuramente è dovuto all'aumento delle dosi booster del vaccino e ci auguriamo anche alla minore virulenza della variante Omicron. C'è una congestione degli ospedali meno veloce, però comunque l'impatto c'è e con questo tasso di crescita rischiamo di arrivare a due milioni di positivi e se anche il tasso dei ricoveri fosse l'1% avremmo 20mila persone in ospedale. Bisogna dunque provare ad abbassare la circolazione del virus. Il 6,8% di positività dei tamponi antigenici dimostra che c'è una grandissima circolazione virale".

Secondo Cartabellotta "tutte le misure messe in campo finora dal governo sono una sommatoria di pannicelli caldi che non riescono a rallentare la circolazione. Adesso vediamo cosa verrà fuori dal prossimo consiglio dei ministri. Bisogna limitare i contatti sociali, magari incrementando lo smart working. Mi preoccupa che si prenda tempo prima di assumere decisioni, perché i numeri sono già evidenti. La scuola? Se decidiamo di lasciarla aperta vuol dire che bisogna chiudere qualcos'altro. La scuola rappresenta un bacino di contagi. E' chiaro che non avendo lavorato sugli aspetti strutturali, possiamo modificare quanto vogliamo le modalità di screening e quarantena, ma con questa circolazione virale così alta bisogna fare delle valutazioni. Se decidiamo di tenere aperte le scuole bisognerà chiudere qualcos'altro perché non abbiamo tanti margini per far circolare meno il virus”.
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