Concorsi pilotati alla Stranieri accelerati nonostante il Covid. "Che fretta c'è, mica assumiamo virologi"

Pubblicato su Venerdì, 14 Gennaio 2022 05:00 Scritto da Francesca Marruco

“Ci stanno 600 morti al giorno, non possiamo pensare a fa sta cosa a nominare le commissioni, sarà un boomerang pesantissimo”. “Se facciamo una cosa del genere i giornalisti ci massacrano”.

“Cioè i concorsi si fanno, non è che non si fanno, ma qual è la fretta? Non stiamo mica assumendo dei virologi”. E' il 26 marzo 2020, l'Italia è nella morsa della prima ondata pandemica, ma a Palazzo Gallenga c'è chi vuole fare in fretta per nominare le commissioni dei concorsi. Non di concorsi qualsiasi. Ma di alcuni tra quelli finiti nel mirino della Procura della Repubblica di Perugia nell' inchiesta sui concorsi pilotati all'Università per Stranieri.

Ma a qualcuno questa accelerazione sui bandi “indirizzati verso una favorevole conclusione a beneficio di 4 docenti interni” non piace e ne parla al telefono con l'intento di “far ragionare” l'allora rettrice Giuliana Grego Bolli. I militari della guardia di finanza di Perugia nella maxi informativa dell'agosto 2021 scrivevano infatti che per assicurare l'esito dei concorsi che avrebbero “consentito una loro (dei 4 candidati interni, ndr) progressione di carriera più che garantito il soddisfacimento delle esigenze di organico dell'Ateneo” gli indagati, a vario titolo, avevano fatto ricorso, tra l'altro anche a “modalità di svolgimento telematiche delle sedute degli organi collegiali deputate a deliberare sui singoli atti istruttori, garantendone così una prosecuzione nonostante la normativa vigente in materia di contenimento dell'emergenza sanitaria da Covid ne rendesse auspicabile la sospensione”. 
“Però anche sta cosa del rimandare i sorteggi dei concorsi, io è chiaro che la prendo sul personale, ogni volta sta cosa si rimanda”, lamentava uno dei docenti che poi si è aggiudicato il posto. Ma per gli inquirenti, l'inchiesta della Procura di Raffaele Cantone è dei sostituti Paolo Abbritti e Giampaolo Mocetti, non solo le tempistiche hanno inciso sull'esito “preordinato” delle procedure. I finanzieri infatti individuano “cambi di incarico e il sollevamento da mansioni di responsabilità in pregiudizio dei docenti che manifestavano il loro dissenso” e pure la “preliminare condivisione coi 4 candidati interni dei requisiti di ammissibilità da inserire nei testi definitivi dei bandi”.  I 23 indagati sono stati raggiunti nei mesi scorsi da un avviso di garanzia con contestuale decreto di esibizione di atti e supporti informatici. Tutto materiale nuovamente al vaglio degli investigatori e che potrebbe portare a ulteriori passi avanti nella seconda inchiesta che scuote palazzo Gallenga dopo l'esame farsa di Suarez. 

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