Rientrati in Italia i quattro ragazzi bloccati in crociera nel porto di Dubai a causa del Covid

Pubblicato su Giovedì, 13 Gennaio 2022 04:51 Scritto da Corriere di Umbria

Sono tornate a casa le due coppie di giovani ternani (Federico Lupattelli e la moglie Valentina Fogliano, entrambi di 31 anni, Simon Guidi, 34 anni, e la fidanzata 31enne Giulia Tiezzi) che si trovavano in vacanza sulla Msc

Virtuosa ed erano bloccate a Dubai a causa del Covid. Ora sono tutti negativi. Doveva essere una vacanza da sogno, come in realtà lo è stata dal 24 al 28 dicembre, ma poi dal 29 dicembre quando dovevano sbarcare nel Qatar è stato fatto loro un tampone che è risultato positivo. 

Da qui l'incubo: fino al 30 dicembre  in isolamento sulla nave da crociera dove erano in vacanza e dal  31 sono stati spostati  su un'altra nave, adibita ad accogliere i passeggeri positivi, la Queen Elizabeth II, ormeggiata al porto di Dubai.  “Finalmente  i giorni da incubo che abbiamo trascorso  - spiega Federico  -  in isolamento su di una nave quarantena sono finiti. Martedì 11 gennaio siamo tornati a Terni e mercoledì 12 gennaio anche i nostri amici. Rimane solo molta amarezza e rabbia per come ci hanno trattati. Ora abbiamo passato tutto al legale”.

Sarà l'avvocato Silvia Bartollini del Foro di Terni che dovrà chiedere il risarcimento per tutto quello che hanno passato le due coppie. “Non ho solo loro come clienti della Msc, ma anche altre 40 persone – spiega l'avvocatessa  Bartollini – che hanno trascorso delle vacanze da dimenticare. Prima della partenza avevano sottoscritto con la compagnia Msc una assicurazione che li avrebbe tutelati in caso di positività al Covid, ma non è stato così.  Per loro ed anche per me è stato impossibile parlare con i responsabili della nave e con la compagnia o l'assicurazione. Ho inviato una lettera alla Msc a cui nessuno ha mai risposto.  L'unico contatto che hanno avuto i miei clienti  è stato con gli inservienti filippini che portavano loro i pasti quando potevano. E non era  facile farsi capire perchè parlavano soltanto qualche parola d'inglese. Per non parlare poi del fatto che avevano gli oblò chiusi e l'unica concessione era la mezz'ora d'aria ogni giorno, ovvero 15 minuti la mattina e altrettanti il pomeriggio. Gli unici che ci sono stati vicini sono stati la Farnesina e le istituzioni locali. Ora andremo avanti per avere un risarcimento, non ancora quantificato, ma sarà sicuramente importante”. 
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