Il portavoce di David Sassoli: "Sempre in prima linea per deboli, poveri e giovani"

Pubblicato su Martedì, 11 Gennaio 2022 10:11 Scritto da Francesco Fredella

Stamattina, martedì 11 gennaio, nel corso di Non Stop News su Rtl 102.5, con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro è

intervenuto Roberto Cuillo, portavoce di David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo morto nella notte per una disfunzione del sistema immunitario. Sassoli era ricoverato dal 26 dicembre nel centro oncologico di Aviano, in provincia di Pordenone.

"David Sassoli - ha dichiarato Cuillo - si è trovato a fronteggiare forse la più grande crisi europea e planetaria dopo la Seconda guerra mondiale. Lo disse anche nel discorso d'investitura dopo la sua elezione al Parlamento europeo. Sentiva il suo compito più importante: riavvicinare le istituzioni europee ai cittadini, di ritornare all'ordine dei valori fondativi dell'Unione europea, nata per creare una comunità di uomini e donne che uscivano dalle macerie dopo la guerra e fondata su valori come solidarietà, cooperazione, pace. Dentro la vicenda della Pandemia ha guidato il Parlamento Europeo mantenendolo aperto: è stata la sfida più importante soprattutto perché in quel momento il Parlamento doveva essere attivo. C'era da approvare, condividere, proporre una legislazione che potesse aiutare i cittadini europei in un momento difficile della loro vita".

"Al Parlamento europeo - ha aggiunto - era al suo terzo mandato. Per lui la politica è stata sempre concepita come un servizio per i cittadini, è stata la sua bussola che l'ha guidato. In piena pandemia ha preso la decisione di concedere uno dei benefici del Parlamento europeo per avere un ricovero, una struttura che accogliesse le donne fragili e senza tetto a Bruxelles. Mise a disposizione le strutture del Parlamento europeo per offrire pasti caldi, ricoveri e posti letto alle donne in difficoltà. Si è battuto come un leone per arrivare alla svolta che l'Unione europea ha impresso con il Recovery fund e con gli aiuti ai cittadini che stanno arrivando in questi momenti. Si è battuto perché nel bilancio triennale di tutta l'Unione europea non ci fossero tagli per i più deboli, per gli ultimi", ha continuato a svelare il suo portavoce. 

"C'è stato un coro unanime di tutti, da ogni posizione politica per ricordarlo. Sassoli è stato un innovatore in Europa, senza strappi e senza estremismi. Voleva includere e mai escludere. Per lui la politica era un servizio, non era un mestiere. Una delle battaglie più dure le fatte per non tagliare i fondi Erasmus, che molti ragazzi usano per studiare all'estero. Li considerava cittadini europei, prima ancora che italiani, francesi, polacchi o spagnoli. Sassoli considerava il valore dello scambio, ma aveva un pensiero particolare per i giovani che fanno volontariato. Il 9 maggio del 2020, nella festa dell'Unione Europea, convocò una riunione da remoto con le Ong che salvavano in mare gli immigrati e i giovani che si battevano per una riconversione ambientale. Insomma, una generazione che in modo silenzioso combatte contro ogni forma di discriminazione".
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