Ipotesi ambito del Perugino per la sede del nuovo inceneritore: è scritto nel documento della Regione

Pubblicato su Venerdì, 07 Gennaio 2022 05:51 Scritto da Alessandro Antonini

Il nuovo termovalorizzatore da 130 mila tonnellate l'anno - per una spesa da 100 milioni di euro da ammortizzare in 30 anni - conta già un'ipotesi di location. E' il sub ambito 2 (ex Ati),che comprende Perugino, Assisiate,

Marscianese, Tuderte (inclusa Massa Martana) e Trasimeno, per un totale di 24 Comuni. Anche se il percorso per l'individuazione definitiva del luogo è ancora tutto da svolgere, come ha specificato la Regione, l'indicazione è contenuta nell'aggiornamento del piano di gestione integrata dei rifiuti, documento allegato alla delibera di indirizzo approvata mercoledì.

Testuale: “L'impianto di incenerimento (potenzialità circa 130.000 tonnellate l'anno) sarà localizzato dopo specifico studio di localizzazione comparativo in area non ‘non idonea' baricentrica all'area di maggiore produzione di rifiuto residuale alla raccolta differenziata ovvero nell'area del sub-ambito 2”. Il riferimento indicato nero su bianco è il Perugino. Ma ancora niente è deciso e vanno coinvolti i territori dopo la presentazione di un progetto da parte dei papabili gestori di ogni ambito, in sede di affidamento del servizio, e la mappatura delle aree compatibili. L'impianto va reso funzionante entro il 2030, stando alla delibera. "A seguito della realizzazione dell'impianto di incenerimento dedicato a servizio dell'intera regione", è scritto nel piano, "gli attuali impianti di trattamento meccanico saranno riconvertiti in stazioni di trasferenza per il trasbordo del rifiuto residuale alle raccolte differenziate (che dovrà traguardare il 74,8%) ed il trasbordo di eventuali sovvalli delle attività di selezione. Le discariche che saranno mantenute in vita in fase di regime saranno funzionali alla gestione dei sovvalli.

Si tratta di quelle di Belladanza e Le Crete sia per prossimità alla produzione di sovvalli sia per un principio di distribuzione geografica impiantistica”. 
Sempre suil fronte discariche il piano prevede l'ampliamento in tempi brevi, massimo due anni, di quelle di Città di Castello e Magione, riprofilatura anche per Orvieto ma in un secondo momento. 
Da chiudere subito sono Pietramelina, Colognola e Sant'Orsola.
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